lunedì 19 febbraio 2018

0289 - nel mentre, in una grotta tra le montagne

"Quale scusa puoi addurre per giustificare il tuo fallimento?"
La stanza è buia e silenziosa mentre le parole si manifestano nel cervello di Ramesh, che cade in ginocchio mentre fitte di dolore si propagano lungo le sue membra. Quattro mani pallide ed emaciate si allungano per sorreggerlo, mentre il suo capo si china in segno di sottomissione. I suoi occhi colgono una vaga ombra che gli volteggia davanti, qualche metro più in là, e la paura lo fa tremare.
"Mi perdoni, mio signore!" esclama, chiudendo gli occhi e cercando di ignorare la sofferenza ed il terrore. "Alcuni uomini della Casata della Sabbia hanno scoperto le nostre attività ad Assur ed a Vaelan, ma non tutto è ancora perduto".
"Ovvio che no" esplode la voce nel cervello del mago. "Abbiamo perso questa battaglia, ma le nostre fila si sono già ingrossate a sufficienza. La rinascita di Sekarva è vicina".
"Sì, mio signore" mormora Ramesh, incapace di aggiungere altro.
"Sei fortunato, i tuoi servigi sono ancora necessari per la buona riuscita del nostro piano" sibila la voce nella sua testa, mentre il dolore si attenua leggermente. "Portatelo nella cella e punitelo per i suoi peccati, ma non uccidetelo. Avrà modo di scontare il suo peccato servendo ancora il suo padrone, Kumarkuthan".
Un coro di voci si unisce nella risposta. "Sì, mio signore".
"Mio signore, non punitemi! Ho fatto tutto quello che ho potuto! Non è stata colpa mia!"
"A quanto pare, non hai fatto abbastanza".
Ramesh, urlante, viene trascinato via.

lunedì 12 febbraio 2018

0288 - assunzione rifiutata

Malika socchiude gli occhi ed osserva lo spadaccino. "E quale sarebbe, di grazia? Mi pare abbiate ottenuto abbastanza".
"Dato il servizio reso alla comunità, gradirei ricoprire un ruolo più... formale... nella guardia cittadina" esclama Miodrag con un sorriso.
"Mi spiace, ma non è possibile" ribatte il capitano scuotendo la testa.
"Perché non sarebbe possibile? Anche il Consiglio ha capito il nostro valore, ci ha addirittura conferito un'onorificenza!"
"Forse dimentichi che, a Vaelan, ogni aspetto commerciale e politico è gestito da una Casata. La guardia cittadina non fa eccezione. Facendo tu già parte della Casata della Sabbia, non è possibile per la mia Casata offrirti nulla più che qualche sporadico lavoro retribuito".
"Ma..." inizia Miodrag, ma viene interrotto dalla voce del capitano.
"Inoltre, anche se fosse possibile, sarebbe mia cura far avere al nostro nababbo tutte le informazioni in mio possesso sul vostro operato sotto la supervisione del capitano Tidrek. Mi avete messo di mezzo per pararvi il fondoschiena... o lo avete dimenticato?"
"Ad onor del vero, abbiamo ricevuto le chiavi della città di Assur" ribatte sostenuto Miodrag.
"Dopo aver lasciato che un prigioniero fuggisse dalle prigioni" aggiunge Malika con una smorfia.
"Non è stata colpa nostra, e lei lo sa bene" sibila lo spadaccino, voltandosi e raggiungendo i compagni, ormai fuori dalla porta. "Comunque questa storia non finisce qui. Ormai per me e per il mio onore è diventata una questione di principio".
"Certo, certo... mi raccomando, non provocate disordini!" esclama il capitano prima che la porta sbatta.

"Dovresti essere lo stesso abbastanza soddisfatto, no?" esclama Fiona, camminando accanto a Miodrag. "Siamo ancora liberi, ci hanno dato un'onorificenza e Amir ci tiene in ottima considerazione".
"Per me è un'onta essere rifiutato dalla guardia cittadina" sbotta. "Assumono ogni genere di feccia incompetente per pattugliare le strade e quando gli si presenta un'occasione d'oro come il sottoscritto, la snobbano".
"Avrai la tua occasione, non ti preoccupare" esclama Tsadok. "Farai vedere il tuo valore e Malika non potrà rifiutarti una carica di prestigio".
"Già" sbuffa lo spadaccino. "Lo spero tanto".

lunedì 5 febbraio 2018

0287 - con le giuste conoscenze...

Il caldo del pomeriggio sta cedendo il passo alla frescura della sera, i mercanti stanno sgomberando il mercato ed impacchettando le loro merci. Fiona si ferma un secondo per osservare incuriosita un pettine finemente cesellato prima che finisca dentro una scatolina di legno, poi accelera il passo e raggiunge i compagni.
"Il Consiglio si è riunito stamattina, chissà che conclusioni hanno raggiunto" mormora in direzione di Miodrag.
"Di sicuro non la nostra incarcerazione" replica lo spadaccino con un sorriso, "sennò non saremmo stati convocati in guarnigione. Ci avrebbero direttamente arrestato".
"E con quale accusa?" interviene Zigfrid. "Non abbiamo fatto nulla! Anzi, abbiamo scoperto quello si nascondeva sotto gli occhi di questi idioti".
"C'è sempre la storia del drago ed i disordini nella Lama del Lavoro" insinua Miodrag, fissando per un momento il mago, che sbuffa indignato.
"Ancora con questa storia? I disordini li ha creati quel drago ed io con quella bestia non c'entro nulla! Le mie ferite lo dimostrano ampiamente" ribatte, alzando un braccio e mostrando le fasciature che coprono le bruciature annerite, ormai in via di guarigione.
"Quello prova solo che eri accanto al drago quando è esploso uno degli incantesimi di fuoco lanciati dai maghi" commenta Fiona.
"Quegli incompetenti, vorrai dire!" sbotta Zigfrid. "Lanciare indiscriminatamente palle di fuoco sopra una città... contro un drago, poi... che idea stupida".
"Ora smettiamola di discutere, siamo arrivati" intima Miodrag, indicando l'entrata principale della guarnigione.

La guardia apre la porta dell'ufficio di Malika e li fa accomodare. All'interno, tra numerose pile di carte, siede il capitano della guardia cittadina; finisce di scrivere le ultime righe di un rapporto, lo posa sopra altri documenti ed alza lo sguardo.
"Bene, siete arrivati" esclama, poi osserva Zigfrid con una smorfia. "Tutti".
"Ci avete convocato d'urgenza, per cui eccoci qui" esclama il mago, sfoderando il più falso dei suoi sorrisi.
"Cosa è stato deciso durante il Consiglio di oggi?" chiede Fiona, adocchiando i vari documenti. Sembra che siano rapporti di perquisizioni e di arresti.
Malika si alza, gira attorno alla scrivania e si frappone tra loro e le carte. "Abbiamo effettuato una perquisizione approfondita al rifugio Tulloch e sono emerse numerose prove del coinvolgimento di Ramesh con il culto della Fredda Mano. Grazie a quelle informazioni abbiamo arrestato parecchi membri del culto".
"Un'ottima cosa, ma questo non risponde alla domanda di Fiona" commenta Zigfrid con tono noncurante.
"Avete scoperto nulla su Ronika e su Petar?" chiede Miodrag, curioso di sapere come hanno fatto ad entrare in città.
"A quanto pare, quei criminali sono riusciti ad entrare presentando dei falsi documenti. Ho già allertato le guardie alle porte in modo che intensifichino i controlli" risponde Malika, scoccando un'occhiataccia al mago. "Per quanto riguarda il Consiglio, hanno deciso di premiarvi per il lavoro svolto..."
"L'ottimo lavoro, vorrà dire" puntualizza Zigfrid con un sorriso pungente.
"... sì, ottimo... comunque, nonostante abbia puntualizzato che i fatti dimostrino il vostro coinvolgimento nei tumulti nella Lama del Lavoro, hanno deciso di conferirvi un'onorificenza per aver sventato il tentativo di rovesciare il potere nella città di Vaelan".
Gli avventurieri si guardano mentre un sorriso compare sui loro volti.
"E' una notizia fantastica!" esclama Fiona, allungando la mano per stringere quella del capitano, che però arretra leggermente e fa cenno che ha altro da dire.
"Mi hanno anche ordinato di notificarvi che non verrà applicata nessuna sanzione per il vostro sconsiderato comportamento durante l'inseguimento di Ronika e per l'uso indiscriminato della magia all'interno delle mura cittadine" aggiunge Malika con una nota di disappunto nella voce, scoccando un'occhiata rovente al mago. "A quanto pare, dovete ringraziare i vostri potenti amici della Casata della Sabbia".
"Sembra che il nababbo Amir sappia valutare il valore delle persone, al contrario di qualcun altro..." sussurra Zigfrid con una luce trionfante negli occhi.
"Questo è tutto, ora potete andare" conclude Malika, facendo uno sbrigativo cenno con la mano.
Tsadok scatta in avanti e, prima che il capitano possa fare alcunché, la abbraccia sollevandola da terra. "Grazie mille!"
"Mettimi giù, bestione!" esclama Malika, cercando di liberarsi della stretta.
Il mezzorco libera la donna e raggiunge Zigfrid e Fiona, già sulla porta. "Ancora grazie" esclama, poi fa per uscire.
"Un attimo" interviene Miodrag, ancora fermo in mezzo alla stanza. "Io avrei un'altra richiesta".

lunedì 28 agosto 2017

0286 - la vendita dell'uovo

"Cosa avete intenzione di fare, oggi?" chiede Fiona, osservando con l'acquolina in bocca l'abbondanza di cibo disposto sul tavolo e scegliendo infine una fetta di torta.
"Per prima cosa, ho intenzione di disfarmi dell'uovo" esclama Miodrag, prendendo posto dall'altra parte del tavolo.
Zigfrid smette per un secondo di leggere il suo libro e sul suo volto appare un sorriso divertito. "Dopo tutto quello che è successo... è ancora integro?"
"Sono anch'io stupito della cosa, ma sì. E' ancora perfetto".
"Potremmo farci una gigantesca frittata" propone Tsadok, spezzando una pagnotta e infilandosi un grosso pezzo di pane in bocca.
"Lo venderò al mercato" ribatte Miodrag, scuotendo la testa.
"Se lo fai, sicuramente la fine che farà sarà esattamente quanto prospettato dal nostro rozzo compagno, solo che nel piatto di qualcun altro" mormora Zigfrid, ritornando a leggere il suo libro.
"Perché non vendi l'uovo a qualcuno che se ne possa occupare?" chiede Fiona, sinceramente preoccupata per le sorti della creatura che si sta sviluppando al suo interno.
"Ottima idea!" esclama Miodrag sorridendo. "Potrei provare a venderlo al vecchio Nieven!"
"Buona fortuna" commenta Zigfrid, per nulla interessato alle sorti del grosso uovo.

"Mi spiace, non sono interessato all'acquisto" esclama Nieven. "Dalle dimensioni dell'uovo, direi che si tratta di una bestia decisamente grande".
"Un behir" spiega Miodrag.
"Interessante" esclama l'elfo. "Posso chiedere come hai fatto ad entrare in possesso di un uovo di behir?"
"Abbiamo dovuto uccidere la madre e mi pareva brutto lasciarlo lì".
"Come ti ho già detto, purtroppo non saprei proprio che farmene o dove tenere il cucciolo" commenta mesto Nieven.
La speranza nello sguardo dello spadaccino cede il posto alla delusione.
"Mi spiace, però qualche mio collega che insegna all'università forse può essere interessato".
"Grazie dell'informazione".
"Se non ti dispiace, ti accompagno" esclama il mago, chiudendo la porta di casa e facendogli segno di precederlo.

I giardini dell'università di magia brulicano di studenti ammantati in tuniche dai colori più disparati. Alcuni stanno provando semplici incantesimi, altri stanno intrattenendo alcuni ragazzi facendo volteggiare sopra le loro teste palline di pelle, cappelli ed un paio di candele accese.
Nieven imbocca la porta di una delle numerose costruzioni e si muove sicuro tra i vari corridoi, giungendo infine in un largo laboratorio, ingombro di tavoli su cui sono sparsi alambicchi, componenti alchemiche e vasche piene d'acqua.
"Non sono abituato a tutta questa magia" mormora intimidito Miodrag, osservando per l'ennesima volta la scritta apparsa sul suo vestito che lo indica come visitatore. "Andrà via, vero?"
"Te lo ripeto, scomparirà non appena uscirai dall'edificio" lo rassicura Nieven. "Ora andiamo, devo presentarti un mio vecchio amico".
I due si dirigono verso un uomo dalla folta barba grigia che sta scuotendo la mano per dissipare una nuvoletta di fumo verdastro, fuoriuscita da un alambicco che un giovane mago tiene in mano.
"Nieven, vecchio mio! Cosa ti porta qui?" esclama l'uomo allontanando lo studente e  sorridendo all'elfo.
"A quanto pare, un affare" ribatte Nieven, poi si volta verso lo spadaccino. "Miodrag, ti presento il decano Syrus. Penso possa essere interessato al tuo uovo, dati gli studi che sta portando avanti in accademia".
"Quello sembra un uovo di behir, o sbaglio?" esclama il decano, osservando le sfumature blu sul guscio. "Sei qui per venderlo?"
"Esattamente".
"E quanto vuoi per quell'uovo?"
"Oddio, non saprei... in tutta sincerità, pensavo di venderlo ad un privato interessato ad allevare un animale esotico. Voi non volete mangiarvelo, vero? Il cucciolo nascerà?" chiede Miodrag.
La risata di Syrus fa arrossire leggermente lo spadaccino. "Ovvio che sì! Vogliamo allevarlo e studiarlo. Se crescerà bene, potrebbe anche diventare un potente famiglio".
"In questo caso" balbetta impacciato Miodrag, "lo dono alla scienza".
"Molto nobile, da parte sua" replica soddisfatto il decano. "Qual è il suo lavoro?"
"Siamo un gruppo di avventurieri" ribatte lo spadaccino.
"Siamo?" chiede Syrus, guardandosi attorno.
"Sì, io ed i miei compagni".
"Ah, capisco".
"Se non è troppo, potrei chiedervi in cambio una fornitura di pozioni, pergamene... anelli..."
Syrus sorride e osserva con aria bonaria lo spadaccino. "Stavo pensando che potrei ripagarti con questo" esclama, afferrando una borsa e porgendogliela. Miodrag apre la borsa e ne controlla il contenuto. All'interno sembra espandersi una macchia nera come la notte.
"Una borsa vuota?"
"E' una borsa magica" spiega Syrus. "L'interno è molto più grande dell'involucro".
"Ah, come il mio zaino!" ridacchia Miodrag, aprendo la tasca e avvicinando pericolosamente la borsa all'apertura.
Gli occhi di Syrus si spalancano ed alcune parole gli escono all'istante dalla bocca. Il braccio dello spadaccino si blocca a mezz'aria, duro come il marmo.
"Non è auspicabile l'inserimento di una borsa conservante all'interno di un'altra" spiega il decano, allontanando i due oggetti magici a distanza di sicurezza. "A meno che non voglia distruggere qualsiasi cosa si trovi entro un isolato da qui".
Miodrag sbatte un paio di volte le palpebre indicando che ha compreso il pericolo. Syrus schiocca le dita e le membra dello spadaccino si rilassano, permettendogli di muoversi.
"Allora, le va bene come compenso?"
"Affare fatto!" esclama Miodrag, appoggiando la borsa su uno sgabello e tirando fuori un altro oggetto dallo zaino. "Non è che vi interessa anche un teschio deforme?"

lunedì 21 agosto 2017

0285 - suddivisione dei guadagni

Fiona indossa il vestito nuovo e si aggiusta i capelli, quindi raggiunge i compagni nell'androne di casa. "Ok, sono pronta per andare da Amir".
Zigfrid finisce di spalmarsi un po' di unguento sulle bruciature ed infila la boccetta in tasca. "Pensavamo volessi passarci il prossimo mese, in quella vasca" commenta, dirigendosi verso l'uscita. La linguaccia dell'elfa strappa una risata a Miodrag, che raggiunge il compagno fuori dalla porta.
Il caldo torrido della giornata cede il posto alla frescura portata da una leggera brezza che spira dal mare. "Ancora non mi capacito che il capitano Morningstar ci abbia lasciato andare" mormora Fiona affiancando Miodrag. "E' improbabile che nessun altro abbia sentito le parole del tappo quand'era a cavallo del drago".
"Forse ha ricevuto degli ordini, chi lo sa" commenta lo spadaccino, prendendo una traversa e seguendo Zigfrid che punta la Casata della Sabbia. "Al momento preferisco non pensarci".

La cupola della Casata della Sabbia brilla della luce del tramonto. Un paio di uomini stanno caricando delle casse su un carro e li salutano con un cenno del capo, tornando poi alla loro attività.
Gli avventurieri si fanno annunciare e, dopo poco, vengono accompagnati nell'ufficio di Amir. Di fronte all'uomo è seduta Kalina, il nababbo della Casata Seltarir, che si volta e sorride quando li vede entrare.
"Bentornati! Entrate ed accomodatevi" esclama Amir, senza alzarsi. "Stavo discutendo con Kalina di quanto è accaduto oggi in città".
"Un drago apparso dal nulla e svanito nel nulla" esclama la piccola halfling. "E' un mistero inspiegabile".
"Inspiegabile davvero" commenta il nababbo, poi si volta verso il gruppo. "Allora, com'è andato il vostro viaggio? E' da un pezzo che non vi fate vedere".
"E' stato un viaggio lungo e difficoltoso" risponde Zigfrid, accomodandosi su uno dei cuscini.
"In base alle ultime notizie in mio possesso eravate diretti ad Assur. Cosa è successo nel frattempo?"
"Abbiamo sgominato una cellula della Fredda Mano che si nascondeva nella cittadina" esclama Miodrag, poi procede a riferire i vari eventi, sorvolando sulla permanenza di Tsadok nelle prigioni di Assur.
"Sono ottime notizie, penso però che l'Alto Consiglio vada informato degli sviluppi delle vostre indagini. Io e Kalina convocheremo il Consiglio il prima possibile, voi tenetevi pronti".
"E per quanto riguarda il nostro onorario?" chiede Fiona.
Amir sorride. "Per queste formalità, rivolgetevi ai miei contabili prima di uscire".

Il sole è ormai tramontato da un pezzo oltre l'orizzonte. I passi attutiti di qualche commerciante che si è attardato riverberano per i corridoi della casa nella Lama dell'Onore, intervallati dal sommesso russare di Miodrag e dal mormorio di Zigfrid che sta studiando le pagine di un libro.
Tsadok apre la porta della sua camera e controlla che non ci sia nessuno, poi si dirige verso la porta della stanza di Fiona e, dopo aver bussato, entra. Sul letto sono sparsi alcuni pezzi di equipaggiamento; la mezzelfa, seduta alla scrivania, sta pulendo e lucidando il suo kit da scasso.
"Cosa ti serve?" chiede, alzando lo sguardo sul mezzorco. Senza proferir parola, Tsadok si fa spazio sul letto, appoggia il suo zaino, slaccia la fibbia e svuota il contenuto sulle lenzuola.
"Giusto!" sussurra con un sorriso la ladra, osservando il cumulo di monete d'oro e d'argento che scintillano sotto la luce della lampada.
"Dovevamo dividere, no?"
"Direi di sì" ribatte Fiona, iniziando a contare ed impilare le monete.

lunedì 14 agosto 2017

0284 - ritorno a casa

Il gruppo si ferma davanti al cancelletto che delimita la proprietà e osserva con stupore la dimora che hanno ricevuto in regalo dalla Casata Seltarir: i muri sono stati dipinti di fresco, le finestre sono linde ed il corto vialetto è stato spazzato con cura.
"I prigionieri che abbiamo liberato ad Assur si sono dati da fare, eh?" esclama Fiona sorridendo.
Zigfrid osserva sorridente l'operato dei suoi nuovi servi. "Soldi spesi bene, direi!"
La porta si apre e Saman, il ragazzo che si era scagliato contro il maggiordomo nella palazzina di Goyal, si avvicina aprendo le braccia.
"Oh, bentornati!" esclama. "Attendevamo con ansia il vostro ritorno! Abbiamo spiegato alla vostra amica Iriel chi eravamo e lei ci ha permesso di entrare in casa e ci ha trovato alcuni lavoretti con cui mantenerci. Come vedete, abbiamo iniziato a pulire e ci siamo permessi di trasformare parte dell'interrato in un posto per poter riposare. Spero che non sia stato troppo sconsiderato da parte nostra".
"Spero per voi che non abbiate toccato nulla nel mio piccolo laboratorio" sibila Zigfrid, socchiudendo gli occhi.
"No, no, abbiamo solo trasformato la stanza più in fondo, quella che sembrava inutilizzata" ribatte subito Saman, scuotendo le mani.
"Molto bene, allora" esclama il mago. "Ora però avrei bisogno di un bagno caldo".
"Nessun problema" ribatte il servo. "Verrà preparato in men che non si dica!"
Miodrag squadra Zigfrid, poi indica Saman con un dito. "Ma questi rimarranno qui per sempre?" esclama, rivolto al mago.
"Finché li paghiamo..."
"E quanto ci costeranno, di grazia?"
Il servo sorride e scuote la testa. "Non vi preoccupate, grazie ad Iriel abbiamo trovato delle attività con cui mantenerci. Voi ci avete già aiutato molto, e non vogliamo esservi di peso. Se volete, cinque di noi possono rimanere qui per gestire la casa. A noi basta una moneta d'argento a settimana".
"Possiamo tranquillamente permettercelo" esclama Fiona con un largo sorriso.
"Cinque persone? E per fare cosa?" chiede Miodrag, per nulla convinto.
"Cucinare, lavare, tenere pulita la casa..." elenca la ladra, contando sulle dita.
"Uno è dedicato a me" interviene Zigfrid.
"Ed uno a me" aggiunge Tsadok.
Lo spadaccino squadra il mezzorco. "Scusa?"
"Che c'è? Dopo aver passato il tempo nella mia fucina, pensi abbia voglia anche di mettere in ordine?"
Miodrag lo fulmina con uno sguardo. "Qui, di tuo, non c'è nulla. E di certo non una fucina".
Tsadok ringhia e mette mano all'ascia, poi chiude gli occhi e respira profondamente per calmarsi. "Io pensavo che, dopo tutto quello che abbiamo condiviso..." mormora alla fine.
"Facciamo così, puoi utilizzare la camera di Delorean finché non riusciremo a farlo guarire, però pagherai vitto e alloggio" sentenzia lo spadaccino.
"Uff... va bene" mormora il mezzorco, piegando le spalle.
"Abbiamo trovato un accordo" esclama Zigfrid sorridendo, quindi alza lo sguardo sul servo. "Tu sarai al mio servizio ed avrai una moneta d'argento tutta per te".
"Grazie mille!" ribatte il servo, sorridendo e facendo un piccolo inchino.
Zigfrid annuisce e si dirige all'interno. "Allora, questo bagno caldo?"

lunedì 7 agosto 2017

0283 - liberi di andarsene

"Voi... sì, voi! Siete scappati lasciandomi in balia del drago!" esclama Zigfrid, mentre Tsadok termina di curare le sue ferite.
"Veramente noi ti abbiamo lasciato al mercato" ribatte Miodrag, guardandolo di sbieco.
"Non è colpa mia se ho le gambe corte" borbotta il mago. "E comunque non è questo il punto".
"Tu sai, vero, che abbiamo sentito qualcuno con la tua voce vantarsi di avere un drago?" mormora Fiona, osservandolo duramente.
Zigfrid distoglie lo sguardo e comincia a rassettarsi il vestito, o quello che ne resta.

Dopo un paio d'ore, la porta si apre e Malika rientra nell'ufficio.
"Abbiamo esaminato i tre corpi ed effettivamente avevano addosso i simboli della Fredda Mano. Verranno sepolti in una fossa comune" esclama.
"Possiamo tenere il loro equipaggiamento?" chiede speranzoso Miodrag.
"Verrà venduto per ripagare la città dei danni che ha provocato il drago".
"Ma non aveva detto che non c'erano tracce della sua attività? Quindi non ci sono stati danni" puntualizza Zigfrid.
Di fronte all'occhiata carica d'odio di Malika, il mago torna sui suoi passi. "Perdoni il mio pessimo vizio di puntualizzare sempre. Ci atterremo alle sue decisioni" esclama con un sorriso.
"Abbiamo messo sotto sequestro il rifugio Tulloch per effettuare ulteriori indagini e capire che cosa stesse tramando la Fredda Mano".
"Avete trovato Ramesh?" chiede Miodrag.
"No, purtroppo è scomparso" replica il capitano. "Ora andate a darvi una ripulita e passate a parlare con Amir. Presumo voglia vedervi".
I quattro avventurieri si alzano e si dirigono verso la porta, ma vengono fermati dalla voce di Malika. "So che non ve ne andrete, però tenetevi a disposizione. Dovremo parlare ancora dopo la fine delle nostre indagini".
"Stia tranquilla, non abbiamo nessuna intenzione di andarcene da qui. Ci troviamo molto bene" esclama Miodrag, aprendo la porta e uscendo dall'ufficio.
Il sospiro esasperato di Malika è l'ultima cosa che Fiona sente prima di chiudersi la porta alle spalle.