lunedì 21 agosto 2017

0285 - suddivisione dei guadagni

Fiona indossa il vestito nuovo e si aggiusta i capelli, quindi raggiunge i compagni nell'androne di casa. "Ok, sono pronta per andare da Amir".
Zigfrid finisce di spalmarsi un po' di unguento sulle bruciature ed infila la boccetta in tasca. "Pensavamo volessi passarci il prossimo mese, in quella vasca" commenta, dirigendosi verso l'uscita. La linguaccia dell'elfa strappa una risata a Miodrag, che raggiunge il compagno fuori dalla porta.
Il caldo torrido della giornata cede il posto alla frescura portata da una leggera brezza che spira dal mare. "Ancora non mi capacito che il capitano Morningstar ci abbia lasciato andare" mormora Fiona affiancando Miodrag. "E' improbabile che nessun altro abbia sentito le parole del tappo quand'era a cavallo del drago".
"Forse ha ricevuto degli ordini, chi lo sa" commenta lo spadaccino, prendendo una traversa e seguendo Zigfrid che punta la Casata della Sabbia. "Al momento preferisco non pensarci".

La cupola della Casata della Sabbia brilla della luce del tramonto. Un paio di uomini stanno caricando delle casse su un carro e li salutano con un cenno del capo, tornando poi alla loro attività.
Gli avventurieri si fanno annunciare e, dopo poco, vengono accompagnati nell'ufficio di Amir. Di fronte all'uomo è seduta Kalina, il nababbo della Casata Seltarir, che si volta e sorride quando li vede entrare.
"Bentornati! Entrate ed accomodatevi" esclama Amir, senza alzarsi. "Stavo discutendo con Kalina di quanto è accaduto oggi in città".
"Un drago apparso dal nulla e svanito nel nulla" esclama la piccola halfling. "E' un mistero inspiegabile".
"Inspiegabile davvero" commenta il nababbo, poi si volta verso il gruppo. "Allora, com'è andato il vostro viaggio? E' da un pezzo che non vi fate vedere".
"E' stato un viaggio lungo e difficoltoso" risponde Zigfrid, accomodandosi su uno dei cuscini.
"In base alle ultime notizie in mio possesso eravate diretti ad Assur. Cosa è successo nel frattempo?"
"Abbiamo sgominato una cellula della Fredda Mano che si nascondeva nella cittadina" esclama Miodrag, poi procede a riferire i vari eventi, sorvolando sulla permanenza di Tsadok nelle prigioni di Assur.
"Sono ottime notizie, penso però che l'Alto Consiglio vada informato degli sviluppi delle vostre indagini. Io e Kalina convocheremo il Consiglio il prima possibile, voi tenetevi pronti".
"E per quanto riguarda il nostro onorario?" chiede Fiona.
Amir sorride. "Per queste formalità, rivolgetevi ai miei contabili prima di uscire".

Il sole è ormai tramontato da un pezzo oltre l'orizzonte. I passi attutiti di qualche commerciante che si è attardato riverberano per i corridoi della casa nella Lama dell'Onore, intervallati dal sommesso russare di Miodrag e dal mormorio di Zigfrid che sta studiando le pagine di un libro.
Tsadok apre la porta della sua camera e controlla che non ci sia nessuno, poi si dirige verso la porta della stanza di Fiona e, dopo aver bussato, entra. Sul letto sono sparsi alcuni pezzi di equipaggiamento; la mezzelfa, seduta alla scrivania, sta pulendo e lucidando il suo kit da scasso.
"Cosa ti serve?" chiede, alzando lo sguardo sul mezzorco. Senza proferir parola, Tsadok si fa spazio sul letto, appoggia il suo zaino, slaccia la fibbia e svuota il contenuto sulle lenzuola.
"Giusto!" sussurra con un sorriso la ladra, osservando il cumulo di monete d'oro e d'argento che scintillano sotto la luce della lampada.
"Dovevamo dividere, no?"
"Direi di sì" ribatte Fiona, iniziando a contare ed impilare le monete.

lunedì 14 agosto 2017

0284 - ritorno a casa

Il gruppo si ferma davanti al cancelletto che delimita la proprietà e osserva con stupore la dimora che hanno ricevuto in regalo dalla Casata Seltarir: i muri sono stati dipinti di fresco, le finestre sono linde ed il corto vialetto è stato spazzato con cura.
"I prigionieri che abbiamo liberato ad Assur si sono dati da fare, eh?" esclama Fiona sorridendo.
Zigfrid osserva sorridente l'operato dei suoi nuovi servi. "Soldi spesi bene, direi!"
La porta si apre e Saman, il ragazzo che si era scagliato contro il maggiordomo nella palazzina di Goyal, si avvicina aprendo le braccia.
"Oh, bentornati!" esclama. "Attendevamo con ansia il vostro ritorno! Abbiamo spiegato alla vostra amica Iriel chi eravamo e lei ci ha permesso di entrare in casa e ci ha trovato alcuni lavoretti con cui mantenerci. Come vedete, abbiamo iniziato a pulire e ci siamo permessi di trasformare parte dell'interrato in un posto per poter riposare. Spero che non sia stato troppo sconsiderato da parte nostra".
"Spero per voi che non abbiate toccato nulla nel mio piccolo laboratorio" sibila Zigfrid, socchiudendo gli occhi.
"No, no, abbiamo solo trasformato la stanza più in fondo, quella che sembrava inutilizzata" ribatte subito Saman, scuotendo le mani.
"Molto bene, allora" esclama il mago. "Ora però avrei bisogno di un bagno caldo".
"Nessun problema" ribatte il servo. "Verrà preparato in men che non si dica!"
Miodrag squadra Zigfrid, poi indica Saman con un dito. "Ma questi rimarranno qui per sempre?" esclama, rivolto al mago.
"Finché li paghiamo..."
"E quanto ci costeranno, di grazia?"
Il servo sorride e scuote la testa. "Non vi preoccupate, grazie ad Iriel abbiamo trovato delle attività con cui mantenerci. Voi ci avete già aiutato molto, e non vogliamo esservi di peso. Se volete, cinque di noi possono rimanere qui per gestire la casa. A noi basta una moneta d'argento a settimana".
"Possiamo tranquillamente permettercelo" esclama Fiona con un largo sorriso.
"Cinque persone? E per fare cosa?" chiede Miodrag, per nulla convinto.
"Cucinare, lavare, tenere pulita la casa..." elenca la ladra, contando sulle dita.
"Uno è dedicato a me" interviene Zigfrid.
"Ed uno a me" aggiunge Tsadok.
Lo spadaccino squadra il mezzorco. "Scusa?"
"Che c'è? Dopo aver passato il tempo nella mia fucina, pensi abbia voglia anche di mettere in ordine?"
Miodrag lo fulmina con uno sguardo. "Qui, di tuo, non c'è nulla. E di certo non una fucina".
Tsadok ringhia e mette mano all'ascia, poi chiude gli occhi e respira profondamente per calmarsi. "Io pensavo che, dopo tutto quello che abbiamo condiviso..." mormora alla fine.
"Facciamo così, puoi utilizzare la camera di Delorean finché non riusciremo a farlo guarire, però pagherai vitto e alloggio" sentenzia lo spadaccino.
"Uff... va bene" mormora il mezzorco, piegando le spalle.
"Abbiamo trovato un accordo" esclama Zigfrid sorridendo, quindi alza lo sguardo sul servo. "Tu sarai al mio servizio ed avrai una moneta d'argento tutta per te".
"Grazie mille!" ribatte il servo, sorridendo e facendo un piccolo inchino.
Zigfrid annuisce e si dirige all'interno. "Allora, questo bagno caldo?"

lunedì 7 agosto 2017

0283 - liberi di andarsene

"Voi... sì, voi! Siete scappati lasciandomi in balia del drago!" esclama Zigfrid, mentre Tsadok termina di curare le sue ferite.
"Veramente noi ti abbiamo lasciato al mercato" ribatte Miodrag, guardandolo di sbieco.
"Non è colpa mia se ho le gambe corte" borbotta il mago. "E comunque non è questo il punto".
"Tu sai, vero, che abbiamo sentito qualcuno con la tua voce vantarsi di avere un drago?" mormora Fiona, osservandolo duramente.
Zigfrid distoglie lo sguardo e comincia a rassettarsi il vestito, o quello che ne resta.

Dopo un paio d'ore, la porta si apre e Malika rientra nell'ufficio.
"Abbiamo esaminato i tre corpi ed effettivamente avevano addosso i simboli della Fredda Mano. Verranno sepolti in una fossa comune" esclama.
"Possiamo tenere il loro equipaggiamento?" chiede speranzoso Miodrag.
"Verrà venduto per ripagare la città dei danni che ha provocato il drago".
"Ma non aveva detto che non c'erano tracce della sua attività? Quindi non ci sono stati danni" puntualizza Zigfrid.
Di fronte all'occhiata carica d'odio di Malika, il mago torna sui suoi passi. "Perdoni il mio pessimo vizio di puntualizzare sempre. Ci atterremo alle sue decisioni" esclama con un sorriso.
"Abbiamo messo sotto sequestro il rifugio Tulloch per effettuare ulteriori indagini e capire che cosa stesse tramando la Fredda Mano".
"Avete trovato Ramesh?" chiede Miodrag.
"No, purtroppo è scomparso" replica il capitano. "Ora andate a darvi una ripulita e passate a parlare con Amir. Presumo voglia vedervi".
I quattro avventurieri si alzano e si dirigono verso la porta, ma vengono fermati dalla voce di Malika. "So che non ve ne andrete, però tenetevi a disposizione. Dovremo parlare ancora dopo la fine delle nostre indagini".
"Stia tranquilla, non abbiamo nessuna intenzione di andarcene da qui. Ci troviamo molto bene" esclama Miodrag, aprendo la porta e uscendo dall'ufficio.
Il sospiro esasperato di Malika è l'ultima cosa che Fiona sente prima di chiudersi la porta alle spalle.

lunedì 31 luglio 2017

0282 - nessuna traccia, ma molte spiegazioni

Fiona, seduta su una piccola panca nell'ufficio di Malika, osserva i propri compagni. Il viaggio e gli imprevisti incontrati nel deserto, sommati al combattimento con gli uomini della Fredda Mano, hanno lasciato il segno: le vesti logore e bruciacchiate, le macchie di sangue rappreso ed i fori nelle armature fanno da contorno ad occhi stanchi e cerchiati. Anche il mio aspetto non dev'essere tanto meglio pensa la ladra, osservando la pelle secca e cotta dal sole delle sue braccia. Se non fosse per l'impulsività di Miodrag e per la scelleratezza di Zigfrid, a quest'ora potrei essere in una vasca piena d'acqua profumata... E invece sono qui, ad un passo dal finire in galera.
La porta si spalanca e Malika entra nell'ufficio, portandosi dietro un paio di fogli pieni di appunti. Dopo essersi accomodata ed aver appoggiato le carte al centro della scrivania, alza la testa e osserva con un sorriso i quattro avventurieri. Un luccichio nei suoi occhi non promette niente di buono. "I miei uomini hanno controllato il quartiere e mi hanno riferito che, stranamente, non c'è alcun segno della presenza di quel grosso drago verde. Il tetto che mi avete indicato non presenta tracce di acido, come neanche il cadavere trafitto dalle frecce" esclama tutto d'un fiato, poi sposta lo sguardo sul mago. "Come se fosse... un'illusione".
"Perché guarda me? Ci sono molti maghi in città" ribatte Zigfrid, mentre i suoi compagni trattengono il fiato e lanciano occhiate furibonde nella sua direzione. "Lo sa, vero?"
"Tipo quelli che hanno lanciato le palle di fuoco..." sussurra Fiona, osservandosi gli stivali.
Il commento non passa inosservato ed il piccolo halfling raddrizza la schiena. "Ecco, appunto".
"Potrebbe essere stato il tipo sul tetto, quando si è visto attaccato da noi" ipotizza Miodrag, strofinandosi il mento con la mano.
Il capitano alza la mano per zittire gli avventurieri. "Spiegatemi le novità, poi parleremo del drago".
"E del premio per essercene liberati" esclama Zifrid, abbozzando un sorriso. "L'ho affrontato da solo!"
Fiona e Miodrag, all'unisono, si coprono gli occhi con il palmo della mano: l'esclamazione di Zigfrid sentita nel vicolo rimbomba ancora nelle loro orecchie.
Malika fissa con odio il piccoletto, poi si appoggia allo schienale della sedia. "Come ho detto, ne parleremo dopo".
"Noi siamo andati ad Assur per seguire le tracce della Fredda Mano ed abbiamo scoperto cosa stava succedendo nella dimora di Luther Goyal, di cui lei dovrebbe già sapere tutto. Ci siamo poi spinti nel deserto per cercare una famigerata fortezza, ma non ne abbiamo trovato traccia. Ritornati a Vaelan, abbiamo visto Ronika, uno dei luogotenenti della Fredda Mano che è riuscita ad evadere dalla prigione di Assur; l'abbiamo seguita fino al rifugio Tulloch e l'abbiamo vista parlare con un tizio nel giardino sul retro".
"Siete sicuri fosse proprio Ramesh?"
Miodrag chiude gli occhi e ripensa al loro primo incontro con l'elfo all'interno del rifugio.
"Sì, era Ramesh" esclama, annuendo. "Quando ci siamo palesati, è svanito ed ha dato ordine a Ronika e ad altra gente di attaccarci".
"Svanito in che senso?"
"Ha pronunciato delle strane parole, è apparso qualcosa sotto ai suoi piedi e poi è scomparso in una nuvola di fumo".
"Chiaramente un incantesimo di teletrasporto" commenta Zigfrid. "E' stato sicuramente lui ad evocare il drago".
"E poi siete stati attaccati da questa Ronika e da altri uomini" aggiunge Malika, ignorando le parole del mago.
"Esattamente! E' chiaro che stessero lavorando insieme" ribatte Miodrag. "Ho sentito chiaramente la voce di quell'elfo che diceva 'Petar, pensaci tu'".
Malika fissa per qualche secondo il volto dello spadaccino, poi appunta un paio di note sul foglio che ha davanti.
"Non mi è mai piaciuto questo Ramesh" commenta Miodrag a bassa voce, poi alza il tono. "A quel punto abbiamo reso inoffensivi Ronika, Petar ed il tizio che mi ha usato come bersaglio per la sua balestra".
"Tengo a precisare che non ero presente quando hanno fatto fuori tutte queste persone" puntualizza Zigfrid, sistemandosi meglio sulla sedia.
"Penso di avere tutto quello che mi serve" esclama Malika, alzandosi e sistemando le carte che ha sul tavolo. "Voi attendete qui".
"Posso ricevere il supporto di un guaritore?" chiede il mago.
Il capitano osserva per un momento il piccolo halfling, coperto di ustioni e con i vestiti laceri, poi sposta lo sguardo su Tsadok.
"Certo, ci penso io" esclama il mezzorco.
"Ottimo" commenta Malika uscendo e chiudendosi la porta alle spalle.

lunedì 24 luglio 2017

0281 - i segreti di un personaggio pubblico

Malika fissa duramente il gruppo di avventurieri, poi nota Tsadok uscire dal vicolo dietro al rifugio Tulloch, guardarsi attorno e dirigersi poi verso di loro.
"Ehi! Che succede?" chiede il mezzorco. "Che fine ha fatto il drago?"
Miodrag gli fa cenno di cambiare discorso e poi gli indica con la testa il capitano. Tsadok lo guarda perplesso, poi si volta verso Malika e sorride. "Buongiorno, capitano! Come mai da queste parti?"
L'occhiata torva della mezzelfa lo fa ammutolire. "Per il momento lasciamo perdere quel drago. Cosa stavi dicendo riguardo alla Fredda Mano?" chiede, voltandosi verso lo spadaccino.
"Il farabutto che mi ha scagliato contro una balestrata lavorava per la Fredda Mano".
"Come anche il capo di quella baracca" aggiunge Tsadok, indicando con il pollice il rifugio.
Lo sguardo di Malika si sposta sulla bassa costruzione di pietra e terriccio. Le palpebre si socchiudono mentre il suo cervello lavora alacremente per far collimare quello che sa su Ramesh, il fondatore dell'organizzazione che si occupa di carità, benvisto dalla comunità e dall'Alto Consiglio che governa Vaelan, con quanto gli stanno rivelando questi avventurieri. "Spiegatevi meglio" esorta, impaziente.
"Non mi pare il caso di discutere di quello che sappiamo qui" ribatte Miodrag. "Dobbiamo recuperare i cadaveri e portarli presso la guarnigione, così potremo vedere se hanno addosso qualcosa di importante. Lì potremo parlare di quello che abbiamo scoperto".
Il capitano lancia un'occhiata gelida allo spadaccino, poi fa un cenno ad alcune guardie di avvicinarsi. "Portate in guarnigione tutti i corpi che trovate, calmate la folla, fate la conta dei danni e poi ripulite questo casino" ordina ai soldati, poi si volta verso gli avventurieri. "Comunque con voi non ho ancora finito" sibila, fissando il gruppo e soffermandosi infine sul piccolo mago.
Zigfrid sostiene il suo sguardo senza scomporsi. Dopo aver tossito un paio di volte, si avvia verso il centro della città. I suoi compagni gli si accodano, lanciando occhiate preoccupate in direzione di Malika.

mercoledì 19 luglio 2017

0280 - un corpo dal cielo

"Sapevo che dove c'erano dei casini avrei trovato voi" esclama la donna.
"Io..." inizia a dire Miodrag, ma Malika continua imperterrita: "E soprattutto te!" aggiunge, fissando Zigfrid con odio e disgusto.
La ladra lancia un'occhiata al sorriso dello spadaccino e inizia a ridacchiare pure lei. "Se si concentra sul tappo, forse noi la passiamo liscia" gli sussurra all'orecchio. Miodrag annuisce impercettibilmente in risposta.
"Ammetti che tutto questo casino è opera tua" sibila il capitano, piantandosi davanti al mago, piegandosi in avanti e fissandolo negli occhi.
Zigfrid continua a tossire e balbetta una risposta inintelligibile.
"Cosa hai detto?" sibila Malika.
"Mi vedi come sono ridotto..." colpo di tosse, "per aver affrontato quella cosa? Guardami, sono ad un passo dalla morte!"
Il capitano lo squadra da capo a piedi, notando i vestiti bruciati, i capelli che ancora fumano e la faccia rossa e coperta di bolle. "Dovresti..."
"Spiegami perché è comparso un drago sopra la città!"
"Io non lo so! Io stavo seguendo loro che scappavano..."
Malika si volta di scatto verso gli altri due. "E voi? Cosa avete da dire?"
"Effettivamente sono stato colpito anch'io" esclama Miodrag, cercando di togliersi i resti delle frecce ancora piantati nella sua spalla. "Stavo seguendo un pericoloso criminale e qualcuno ci ha attaccato dal tetto della casa qui a fianco. Può darsi che l'abbia evocato lui".
Fiona, rendendosi conto che è l'unica senza un graffio, si sposta impercettibilmente dietro allo spadaccino, gli tocca le l'armatura e si sporca i vestiti con il sangue.
"Dovreste darmi una medaglia per come l'ho affrontato!" continua imperterrito Zigfrid, drizzando la schiena e smettendo per un momento di tossire. "Altro che queste accuse! Io da solo l'ho affrontato!"
Malika ignora deliberatamente le parole del mago e si volta verso una delle guardie che sta tentando di calmare la folla e riportare l'ordine in strada. "Tu, sali a controllare!"
"Scusi, capitano... salire dove?" balbetta il soldato.
Miodrag indica l'edificio da cui è partita la balestrata. "Quello è l'edificio. Non ci sono però scale che portano in cima, probabilmente è possibile salire dal retro".
"Hai sentito?" esclama Malika, rivolta alla guardia. "Vedi di sbrigarti".
Il soldato scatta sull'attenti, poi sparisce in un vicolo poco distante e, dopo un paio di minuti compare sul tetto agitando un braccio. "Capitano!" urla per farsi sentire. "C'è un uomo, qui. Ha cinque o sei frecce piantate addosso!"
"E' morto?" grida di rimando Malika.
La figura scompare dietro il muretto e si rialza dopo qualche secondo. "Direi di sì!"
"Buttalo giù, così siamo sicuri!" esclama Zigfrid, ricominciando poi a tossire.
"No, non..." inizia a dire il capitano, ma è troppo tardi. Un corpo viene sollevato oltre il parapetto ed atterra scompostamente in strada, a pochi passi dal mago. Schizzi di sangue colpiscono i vestiti e la nuca di Zigfrid, che balza di lato afferrandosi quel che rimane della tunica per non inciampare. "Non così vicino a me!" esclama con voce stridula.
Lo sguardo furente di Malika viene sostituito per un attimo da un sorriso divertito e soddisfatto, poi torna di nuovo serio. "Cosa diavolo ti è saltato in mente!?!" urla alla guardia.
"Ma lui aveva detto..." inizia a risponde il soldato, ma viene zittito dall'occhiataccia del capitano.
"Ora prendi ordini da un cittadino qualsiasi? Ora scendi, dopo dovrò farti rapporto" grida, poi si avvicina al cadavere. "E questo chi sarebbe?"
Ecco, non possiamo neanche perquisire i corpi in pace pensa Fiona con disappunto.
"Questo è il criminale che mi ha sparato contro con la balestra" ribatte intanto Miodrag.
"E perché l'avrebbe fatto?"
"Era in combutta con quelli della Fredda Mano" esclama lo spadaccino.

mercoledì 28 giugno 2017

0279 - il dubbio serpeggia

Gli incantesimi esplodono attorno al drago e a Zigfrid. La carne viene ustionata, i capelli iniziano a fumare e la stoffa del vestito si annerisce mentre alcune piccole fiammelle si levano dai risvolti delle maniche e dall'orlo della tunica. Facendo leva sulle poche forze rimaste, il mago plana dolcemente nel vicolo mentre altri incantesimi si schiantano sul drago che, dopo aver urlato la sua ira al cielo, scompare.
Zigfrid, senza toccare il suolo, batte i palmi sul vestito per spegnere un principio d'incendio, quindi guarda attorno alla ricerca dei resti dei suoi compagni. Non vedendo nessuno a terra a parte Ronika ed un altro tizio incappucciato, si dirige verso la folla che sta scappando lungo la via principale, svolta l'angolo e cozza contro la schiena di Miodrag.
"Tu!" urla Fiona per farsi sentire sopra il rombo della folla urlante. "Era opera tua, ammettilo!"
"Cosa?" domanda il mago, spalancando gli occhi e cercando di assumere l'espressione più innocente che le bruciature sul volto riescono a concedergli. "Guardami! Sono ustionato, secondo te è opera mia?"
La ladra squadra disgustata il piccolo halfling. Non è un bello spettacolo: la veste è piena di buchi dai bordi carbonizzati, il volto è rosso e coperto di bolle ed i bianchi capelli sono ora anneriti e puzzano di pollame.
"Magari le esplosioni non sono opera tua, ma il drago l'hai evocato tu, ne sono convinto!" esclama Miodrag unendosi alle accuse di Fiona.
"Insomma, basta con queste baggianate!" ribatte Zigfrid, tossendo una nuvoletta nerastra. "Sono ad un passo dalla morte, non voglio sentire le vostre stupide insinuazioni!"
"Ok, forse non sei stato tu la causa di tutto questo trambusto, anche se giurerei di aver sentito la tua voce urlare qualcosa sull'avere un drago" commenta Fiona; le parole e, soprattutto, l'aspetto del mago instillano in lei il dubbio che l'attacco di panico le abbia fatto solo immaginare di aver sentito la voce di Zigfrid. "Però sappi che d'ora in poi ti terremo d'occhio".
Miodrag osserva un po' la faccia dell'halfling, poi si guarda intorno. "Dobbiamo trovare Tsadok, hai bisogno di cure e non penso bastino un paio di pozioni magiche" borbotta, poi alza gli occhi al cielo. "Se non sei stato tu ad evocare quel drago, vuol dire che dobbiamo abbatterlo prima che distrugga il quartiere".
"Quel bestione è stato ormai polverizzato" esclama Zigfrid.
"E chi l'avrebbe fatto?"
"Mentre stavo volando vicino al tetto, ho notato dei maghi al centro della piazza del mercato. Sono stati talmente sconsiderati da scagliare tutto il loro arsenale magico senza controllare eventuali presenze... innocenti... nel raggio d'azione".
Miodrag si sporge e osserva il vicolo. Non c'è alcuna traccia della carcassa dell'animale, né di pozzanghere colme di acido o altri segni che indichino la presenza del drago. "Questo mostro è comparso dal nulla, ha terrorizzato tutti ed è scomparso nel nulla. Non c'è nessuna traccia. Questo è davvero molto strano".
"Comunque grazie per avermi lasciato indietro" tossisce Zigfrid.
"Stavamo inseguendo Ronika" ribatte lo spadaccino. "L'ho vista mentre parlava con un tipo che poi è scomparso. Sono certo fosse un mago. Forse il drago l'ha evocato lui".
Zigfrid apre la bocca per ribattere, ma la risposta gli muore in gola quando nota un cavallo fermarsi davanti al rifugio Tulloch. 
I tre avventurieri si voltano verso Malika, il capitano delle guardie, che smonta e si piazza a braccia conserte di fronte a loro, gli occhi socchiusi ed uno sguardo che potrebbe tagliare una lastra di metallo.